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"Chan fhaca mi aingeal no naomh
ach chuala mi fhuaim na mara
'gus eilean mo chridhe
na theis meadhan"
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Quello che la Rete ci racconta di nuovo sul nostro passato, con particolare riguardo a tutto ciò che concerne le terre celtiche. Se avete delle segnalazioni in merito, potete scrivermi.
*30/01/2007 - Scoperto villaggio neolitico dei costruttori di Stonehenge
*28/01/2007 - Francia: Ritrovata fossa dei sacrificati alla Dea Epona
*22/09/2006 - Scoperto un santuario celtico del II secolo a.C.
*08/01/2006 - L'uccisione di Braveheart attrazione della fiera
*01/12/2005 - I Celti? Non poi così barbari e ignoranti
*16/11/2005 - Pozzo pagano sarà restaurato
*23/05/05 - Nuova sezione del Vallo di Adriano
*21/05/2005 - I Vichinghi scacciarono i nativi dalle isole Scozzesi?
*Scoperto villaggio neolitico dei costruttori di Stonehenge
Fonte: www.bbc.co.uk
Data: 30..1.2007
Un ampio insediamento antico usato dai popoli che costruirono Stonehenge, è stato trovato a seguito di scavi a Durrington Walls, presso il leggendario monumento della Piana di Salisbury.
Sembra che il sito sia stato occupato a livello stagionale, per cerimonie rituali e funerarie. Nei tempi antichi l’insediamento potrebbe avere ospitato centinaia di persone, divenendo pertanto il più grande villaggio Neolitico mai trovato in Inghilterra. Le abitazioni si datano al 2600-2500 a.C., lo stesso periodo in cui fu eretto il complesso di Stonehenge, secondo alcuni archeologi. Ma altri sottolineano come vi siano delle incertezze nella datazione della stessa Stonehenge perché il circolo di pietre fu ricostruito più e più volte e di conseguenza, il materiale archeologico è stato scavato e sotterrato in numerose occasioni, rendendo difficile assegnare una data
precisa alla costruzione originale.
Ma Mike Parker Pearson ed i suoi colleghi confidano nell’esistenza di un collegamento.
Il ricercatore dell’Università di Sheffield ha dichiarato di basarsi sul fatto che queste abitazioni avessero esattamente la stessa conformazione e struttura delle case neolitiche di Skara Brae, Orkney, che sono sopravvissute intatte – a differenza di queste ultime – in quanto costruite di pietra.
Gli archeologi hanno scavato otto case in totale a Durrington, ma hanno identificato molti altri probabili rifugi usando strumenti di ricognizione geofisica.
Di fatto, ritengono potessero esservi almeno un centinaio di case.
Ognuna misura circa 5 metri quadrati, era fatta di tronchi di legno, con pavimento d’argilla ed un focolaio centrale. Gli archeologi hanno trovato resti di rifiuti di 4,600 anni or sono sul pavimento delle case. “Ma – spiega Parker Pearson - non si tratta di rifiuti domestici tipici. Mancano strumenti per lavorazione artigianale, per la pulizia delle carni degli animali, e nessuna evidenza di procedure per la raccolta di prodotti agricoli. Le ossa animali sono state gettate via mangiate solo per metà. Sono chiaramente i resti di un banchetto o di una celebrazione. I neolitici si recavano al sito soltanto per festeggiare, probabilmente in massa per particolari ricorrenze in alcuni periodi dell’anno”
Durringon ha il suo circolo di tronchi di legno, sorprendentemente simile a quello di Stonehenge. Fu scoperto nel 1967, molto prima delle case. Entrambi i circoli si allineano con eventi del calendario astronomico – ma non allo stesso evento.
Stonehenge è allineato con il tramonto del solstizio d’inverno, mentre il circolo di tronchi di Durrington è allineato con il sorgere del sole del solstizio d’inverno – erano complementari.
Anche questo particolare sembra corrispondere all’idea di un festival invernale, come testimoniano le analisi dei denti di maiale trovati al sito.
“Una delle cose che possiamo dedurre dai denti dei maiali che abbiamo esaminato, è che la maggior parte di essi furono macellati al nono mese. E riteniamo che fossero stati partoriti in primavera” ha aggiunto.
Il Professor Parker Pearson ritiene che lo scopo di Durrington fosse celebrare la vita e deporre i defunti nel fiume perché fossero trasportati nell’aldilà. Stonehenge era un memoriale ed il luogo dell’ultimo riposo per alcuni defunti. “Dopo i festeggiamenti – ipotizza - le persone si spostavano lungo la “via principale” dei circoli di tronchi, per depositare i defunti lungo il Fiume Avon che scorreva verso Stonehenge. Quindi si spostavano lungo la via di Stonehenge verso il circolo, dove cremavano e seppellivano solo alcuni dei defunti precedentemente scelti.”
Secondo Parker Pearson, Stonehenge era dunque un luogo di preghiera e di adorazione per gli spiriti degli antenati, ma non tutti gli studiosi concordano su questa lettura in chiave “funeraria” della struttura.
*Francia: Ritrovata fossa dei sacrificati alla Dea Epona
Fonte: Kataweb
Data: 28.01.07
Evreux (Fr) - Quaranta scheletri umani e cento di cavalli, ammucchiati alla rinfusa nei pochi
metri cubi di terra di una fossa comune a 50 chilometri da Parigi.
Tornano alla luce ad Evreux, in Normandia, i resti dei sacrificati al culto della Dea Epona, la divinità celtica dei cavalli. Con un particolare inquietante: i resti scoperti dagli archeologi non datano all’epoca dell’invasione di Giulio Cesare, o immediatamente dopo. Le ossa e le ceramiche rinvenute risalgono a molto più tardi, al terzo
secolo dopo Cristo, un periodo in cui la Gallia celtica sembrava del tutto romanizzata, anche nella religione. In epoca Antonina e Severa, semmai, l’unica alternativa al paganesimo romano era costituita dal montante cristianesimo. Almeno nelle certezze avute fino ad oggi dagli studiosi.
Oggi pare che l’antica religione celtica sopravvivesse ancora in pieno Impero, in tutti i suoi aspetti più agghiaccianti. “È la prima volta che rinveniamo qualcosa di simile in uno scavo", ha dichiarato al “Nouvel Observateur” Christian Goudineau, professore del College de France e specialista in archeologia celtica, “non si tratta di un’opera dietro la quale si possa immaginare una mano romana. I Romani erano estremamente razionali, eccellenti organizzatori che non lasciavano niente al caso, soprattutto in tema di sepolture”.
*Scoperto un santuario celtico del II secolo a.C.
Fonte: www.laportadeltempo.com
Data: 26.09.06
Portate alla luce 170 fosse nel cantone svizzero di Vaud
ECLEPENS - Un santuario celtico è stato portato alla luce nel cantone svizzero di Vaud. La scoperta di 170 fosse è stata fatta mentre si lavorava alla realizzazione di una cava vicino al cementificio Holcim a Eclépens.
Nell’area, occupato già dall'età del ferro, sono state trovate tracce di una strada che collegava il santuario al sito dove si compivano rituali religiosi e sacrifici di animali, tra cui cavalli. Sono state trovate ceramiche, oggetti di bronzo, mole per il grano, gioielli e monete locali e mediterranee, che hanno permesso di datare il santuario attorno all'80-120 avanti Cristo.
*L'uccisione di Braveheart attrazione della fiera
Fonte: www.scotsman.com
Data: 08.01.06
La morte di William Wallace (nella foto, nella celebre interpretazione di Mel Gibson) fu l’attrazione di apertura di una famosa festa medioevale, secondo la ricerca che getta nuova luce sulla morte del combattente per la libertà, avvenuta nel 1305.
L’esecuzione di Braveheart Wallace, nel corso della quale fu seviziato, decapitato e squartato, si ritiene avesse segnato l’inizio della Fiera di Bartolomeo, il più grande mercato medievale in Inghilterra, che si teneva ogni anno per celebrare il giorno di San Bartolomeo il 24 agosto.
Decine di migliaia di persone si radunavano a Smithfield – il sito dell’esecuzione – per due settimane di festeggiamenti, che prevedevano l’arrivo di saltimbanchi, musicisti, acrobati, marionette, fenomeni da baraccone ed animali selvatici, come anche un ampio mercato di stoffe e carne.
La fiera, tenutasi per la prima volta nel 1133, era l’unica cui partecipavano anche gli esponenti dell’aristocrazia inglese. Per il XVIII secolo, era uno degli eventi nazionali ed internazionali più spettacolari dell’anno.
L’ultima edizione fu tenuta nel 1855.
Il responsabile della Società William Wallace, David Ross, che ha scoperto il collegamento, ha spiegato: “Wallace fu catturato presso Glasgow il 3 agosto del 1305, e fu portato di fretta a Londra, dove arrivò il 22 agosto.
“Mi sono sempre domandato perché il viaggio durò solo 19 giorni, in cui si devono anche calcolare i giorni di prigionia al Castello di Dumbarton, dove fu lasciata la sua famosa spada.
“Il re inglese, Edoardo I Plantageneto, volle che William fosse portato a Londra, dove il processo fu frettolosamente istruito a Smithfield, di fronte alla Chiesa di San Bartolomeo.
“A differenza di molti prigionieri, che furono gettati nelle segrete a languire per mesi o perfino anni, Wallace arrivò a Londra il 22 agosto, fu processato il 23 e quindi ucciso immediatamente dopo. Ciò è veramente insolito, ma fino ad ora, non riuscivamo a capire il perché – a parte il fatto che Wallace dovesse divenire un caso esemplare.
“La Fiera di Bartolomeo rappresentava per Re Edoardo la perfetta opportunità di dimostrare il suo potere davanti al più grande pubblico possibile. Un’ampia fetta della popolazione avrebbe visto il condottiero scozzese ridotto in pezzi, e avrebbe capito cosa accadeva a chi osava sfidare Edoardo.
Ross aggiunge: “La Fiera di Bartolomeo era la più grande del paese – la popolazione di Londra raddoppiava in quell’occasione, poiché i mercanti confluivano a Smithfield da tutte le parti del regno.
“La fiera si concentrava attorno alla Chiesa di San Bartolomeo, nel cui sagrato William Wallace fu giustiziato.
“Era costume che il Signore di Londra aprisse ufficialmente la fiera, in quel luogo - alla vigilia della Festa di San Bartolomeo – il giorno in cui in effetti William Wallace fu giustiziato.
“Sembra chiaro che l’ignobile omicidio di William Wallace fu l’attrazione di apertura della fiera, data la perfetta coincidenza di tempi e luoghi.”
*I Celti? Non poi così barbari e ignoranti
Fonte: www.ansa.it
Data: 01.12.05
BERLINO - I Celti, che i greci chiamavano il "Popolo Nascosto", intorno al VI secolo avanti Cristo sembravano sul punto di fondare in Europa centrale quello Stato che invece non si sono mai dati, secondo scoperte compiute quest'estate da archeologi tedeschi vicino a Sigmaringen, Germania meridionale, non lontano dal confine con la Svizzera.
A settembre scorso in un campo di granturco appena mietuto, in quello che una volta era un insediamento celtico noto come Heuneburg ed oggi si trova alla periferia di Sigmaringen, sono tornati alla luce alcuni gioielli d'oro lavorati finemente, che gettano nuova luce su una società considerata non solo dagli antichi esclusivamente dedica all'alcol, alla violenza ed alle armi, i tipici barbari senza cultura, stile di vita o spiritualità.
Così li vedevano i greci e i romani, così li vedono anche oggi gli appassionati di Asterix. I Galli, con i Galati, sono considerati i parenti più stretti dei Celti originari, la cui comparsa in Europa avviene intorno al 900 a.C. ed il loro primo insediamento sarebbe a Halstatt, nelle Alpi vicino all'odierna Salisburgo, in Austria. Un mese prima gli stessi archeologi dell'università di Tubinga, avevano trovato in un altro posto dei dintorni di Sigmaringen i resti di una porta in pietra, lunga 12 metri e profonda otto metri, che era stata sicuramente l'accesso ad un centro abitato. La grande porta, datata al VI secolo a.C., era stata costruita con blocchi calcarei, squadrati con precisione.
Una strada lastricata con brecciolino portava ad un fossato, largo dieci metri, davanti alle mura del borgo fortificato su uno spuntone di roccia. Anfore e coppe trovate nel borgo fortificato provano gli stretti rapporti allora esistenti con la Grecia. I ben conservati tronchi dell'impianto di protezione, attraverso i loro anelli concentrici, rivelano anche la data esatta di costruzione: il 578 avanti Cristo.
Heuneburg si rivela così la più vecchia città d'Europa in stretto contatto con aree del Mediterraneo, 100 anni prima dell'ascesa di Atene a grande potenza. Le ricerche continuano, e per questo gli scienziati sono prudenti: finora non hanno ancora trovato luoghi importanti della vita urbana, come un mercato oppure un luogo sacro.
Ci sono però prove dell'esistenza di una necropoli e di quartieri abitati da artigiani specializzati, e ciò fa pensare ad una società dove già funzionava la divisione del lavoro. Nella necropoli è stata trovata un'altra tomba, dove era sepolto un bambino di due anni con ricchi doni per l'aldilà. Ora, per gli esperti, a seppellire il proprio figlio in maniera così prestigiosa non può essere stato un semplice contadino, bensì un esponente di un ceto sociale, interessato a distinguersi dalle famiglie circostanti grazie alla ricchezza. In termini moderni si potrebbe parlare quasi di "nobili".
E questo porta alla conclusione che i Celti della Germania meridionale non potevano essere quei barbari assolutamente ignoranti, descritti dalla propaganda degli antichi romani. In quel periodo i Celti, mentre l'Italia centrale era sotto l'influsso etrusco, commerciavano già con Sciti e Greci, oltre che con gli Etruschi. E proprio negli anni del fulgore dell'Heuneburg, arrivarono ad occupare buona parte del continente europeo a nord delle Alpi, l'area baltica e l'Asia Minore. Una avanzata inarrestabile, favorita principalmente dalla superiorità tecnica delle armi in possesso dei guerrieri che guidarono questi popoli durante le migrazioni.
Perchè i Celti non si siano mai dati uno Stato unico, in quasi mezzo millennio di predominio sull'Europa centrale, non è noto. Forse le nuove scoperte a Sigmaringen potrebbero aiutare a svelare il mistero.
*Pozzo pagano sarà restaurato
Fonte: www.bbc.co.uk/
Data: 16.11.05
Uno dei più antichi pozzi del Galles, ritenuto un sito pagano in seguito riutilizzato dai primi cristiani, sarà presto sottoposto a restauro.
Ffynnon Rhedyw nel Llanllyfni, presso Caernarfon, si ritiene essere più antico della vicina chiesa di St Rhedyw, che si data al 600 d.C.
Il Fondo Archeologico di Gwynedd spera che il progetto costituisca precedente per simili iniziative nel Galles.
“Il sito è un esempio interessante di monumenti sottostimati che sono numerosi nel territorio del Galles, ma spesso dimenticati” ha dichiarato David Thompson, capo dell’amministrazione per i beni culturali.
Il restauro del pozzo è parte di un progetto della comunità di Menter Llyfni, che spera di creare un sistema di percorsi nell’area per commemorare i popoli e gli eventi del passato.
Il percorso di Ffynnon Rhedyw dovrebbe correre dalla chiesa, attraverso il cimitero, al sito del pozzo sulla terra vicina.
Un pannello informativo illustrerà la storia della zona.
La Chiesa di Llanllyfni è dedicata a San Rhedyw. Nessuna storia scritta esiste sul suo passato, ma la tradizione vuole che sia nato in questa zona, e che vi fondò la prima chiesa cristiana.
La festa di San Rhdyw si celebra il 6 luglio.
“Llanllyfni era un importante sito pagano, ed i pellegrini vi si fermavano sulla via per l’isola di Bardsey” ha dichiarato O P Huws presidente del Menter Llyfni.
“Ho scoperto dove si trova esattamente il pozzo circa due anni or sono. E’ davvero emozionante vedere l’acqua sgorgare dal suolo” ha dichiarato.
Huws ritiene che il pozzo potrà diventare un’attrazione locale e per i molti turisti che visitano la regione.
Il villaggio di Llanllyfni ha molti altri pozzi, seppur meno antichi.
*Nuova sezione del Vallo di Adriano
Fonte: www.bbc.co.uk/
Data: 23.05.05
Una sezione precedentemente sconosciuta del Vallo di Adriano è stata dissotterrata dagli ingegneri al lavoro su una via di traffico in Cumbria.
Gli archeologi stavano esplorando il sito in cui la nuova strada settentrionale di Carlisle attraverserà il Fiume Eden.
Hanno trovato una sezione frammentata del muro di diversi metri di lunghezza. Si trova in un luogo in cui si credeva che il fiume avesse spazzato via le tracce della struttura.
Le mura, di 84 miglia di lunghezza, sono uno dei monumenti più celebri d'Inghilterra, e collegano Wallsend, nel Tyneside, e Bowness-on Solway.
Gli archeologi del Consiglio di Contea della Cumbria hanno trovato un singolo corso di pietre piatte che è probabile fosse la base del vallo. Vi sono anche chiare evidenze delle mura – un tumulo di terra e detriti. Piccoli cocci di ceramiche romane sono stati trovati nello stesso punto.
Un rapporto nelle prossime settimane dovrebbe offrire ulteriori dettagli ed alcune interpretazioni della scoperta.
L’archeologo di contea Richard Newman ha dichiarato: “Queste sezioni del muro hanno un particolare significato, perché non eravamo consapevoli della forma che il muro avesse assunto immediatamente ad ovest di Carlisle. Prima di ciò non sapevamo se il muro sopravvivesse né se fosse stato costruito di pietra o di zolle di torba".
*I Vichinghi scacciarono i nativi dalle isole Scozzesi?
Fonte: www.theherald.co.uk
Data: 21.05.05
I primi abitanti stanziali vichinghi potrebbero avere operato una sorta di “pulizia etnica” sulle isole scozzesi, promovendo un’autentica campagna di genocidio, tra le tribù native dei Pitti al loro arrivo, secondo evidenze scoperte dagli archeologi.
Scavi ad Orkeney potrebbero finalmente risolvere un dibattito storico lungo secoli, e svelare se i Norvegesi s’integrarono con i locali indigeni, o li massacrarono all’alba dell’ultimo millennio.
Ricerche presso la fattoria di Langskaill, nel Westray, mostrano segni di una cultura dei Pitti svanita bruscamente con l’arrivo degli Scandinavi, a sostegno della teoria secondo cui le Isole del Nord furono invase e conquistate con la violenza.
Lo scavo ha scoperto i resti databili dall’inizio dell’Età del Ferro, fino al XIV secolo, con evidenze pre-norvegesi che scompaiono improvvisamente con l’arrivo in grande numero degli invasori.
E’ stata scoperta una dimora vichinga, che fu costruita direttamente su una preesistente casa dei Pitti, ad indicare la probabile conquista del sito e l’annessione delle terre.
Olwyn Owen, un’ispettrice anziana degli antichi monumenti per conto di Historic Scotland, uno degli sponsor dello scavo, ha dichiarato: “Il sito mostra un mutamento molto chiaro di cultura materiale, ma non ci dice cosa accadde effettivamente ai Pitti. E questo è davvero difficile da dimostrare.”
Negli anni recenti, l’immagine dei Vichinghi è stata trasformata da quella di selvaggi pagani assetati di sangue, a quella di mercanti sofisticati con eccezionale abilità ingegneristica e di navigazione. Ci si aspetta che le scoperte di Orkeney, ad ogni modo, riaprano il dibattito.
Brian Smith, archivista presso il Consiglio delle Isole dello Shetland, ha dichiarato che le nuove evidenze sono un ulteriore indizio di una sorta di dispersione della popolazione nativa.
Ha dichiarato: “(Langskaill) offre una dimensione locale dell’idea generale. Gli elementi su cui gli archeologi (in favore della teoria dell’integrazione) fondano le loro teorie sono alcuni detriti Pitti trovati in strati archeologici norvegesi, ed una pietra, a Bressay nello Shetland, che alcuni ritengono contenga parole norvegesi e celtiche. Per il primo elemento, la coesistenza non è naturalmente la sola spiegazione. Per il secondo, sono stati espressi dubbi dagli esperti circa l’allegato materiale linguistico della pietra di Bressay, e non vi è modo di ottenere dati precisi al riguardo.”
La Owen ha dichiarato che l’archeologia non è in grado di offrire un quadro completo del processo dell’insediamento vichingo.
“L’argomento è pericoloso, perché diviene troppo semplicistico se un gruppo sostiene che i Vichinghi massacrarono le popolazioni sui territori invasi invece di sovrapporsi semplicemente a loro, e l’altro dichiara invece che iniziarono una convivenza pacifica. Potrebbe non essere tutto così semplice.”
Le scoperte all’interno delle case collegano i due principali periodi d’uso. I resti dell’Età del Ferro comprendono principalmente molti depositi di suolo, ma vi sono anche un numero di pezzi di ossa di balena e strumenti di pietra.
I depositi risalenti al successivo periodo Vichingo-Norvegese includono mucchi d’immondizia, composti di gusci di conchiglie, lische di pesce, frammenti di contenitori di pietra saponosa e coproliti umani ed escrementi fossilizzati.
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