"Chan fhaca mi aingeal no naomh
ach chuala mi fhuaim na mara 'gus eilean mo chridhe
na theis meadhan"

Colum Cille, 7° sec. D.C.

Condividi

Esplora I Links

*Links
*Blog
*Forum
*Cultura Celtica e Celtismo
*Gruppi di rievocazione
*Arte e Artisti
*Musica Celtica: Link Utili
*I Musicisti: Siti Ufficiali
*Pubblicazioni Celtiche
*Manifestazioni
*Altri Link

Facebook

 

 

[HomePage]
[Blog] [Guestbook] [Facebook] [Forum] [Stampa]

Claddagh Ring

Il Claddagh Ring è un anello di fidanzamento irlandese, composto da due mani che tengono un cuore sormontato da una corona. Le mani simboleggiano l'amicizia, la corona è simbolo di lealtà e il cuore dell'amore. Questo anello deve l’origine del suo nome ad un villaggio di pescatori sulla Baia di Galway, in Irlanda, chiamato proprio "claddagh" (parola che in gaelico indica la sabbia rocciosa tipica di quella zona).
Il villaggio di Claddagh fu fondato nel 1232, e insediamenti di case furono presenti fino al 1934. Si trattava di una colonia molto unita, formata da persone orgogliose del loro passato e gelose della loro indipendenza.
Claddagh fu sempre governato da un capo noto nei secoli con diversi titoli: a volte era chiamato semplicemente 'the mayor' (il maggiore) o 'the admiral' (l’ammiraglio) della Baia di Galway, altre volte era chiamato in modo più solenne 'the King' (il re). La sua nave aveva vele bianche, che si distinguevano dalle barche dei pescatori con vele marroni o nere.
Gli uomini di Claddagh preferivano scegliere le proprie mogli nel loro villaggio, preoccupati di conservare le tradizioni locali.
Una di queste tradizioni – tra le più belle – era il Claddagh Ring.
I primi esempi di questo anello (in oro, argento e bronzo), sono dei veri e propri capolavori: alcuni di essi sono oggi in mostra presso il “National Museum of Ireland” a Dublino, e il “Victoria and Albert Museum” a Londra.

In Irlanda lo scopo per cui questo anello viene scelto è manifestato dal modo in cui l’anello viene indossato. Infatti, il Claddagh Ring può simboleggiare sentimenti diversi:

Per moltissime persone che hanno dovuto lasciare l’Irlanda durante la carestia del XIX secolo il Claddagh Ring è diventato l’unico legame duraturo con la propria patria e l’unica eredità familiare. È proprio nel periodo della carestia che l’anello cominciò a diventare popolare fuori dal Connemara, grazie all’esodo dall’ovest. In questo periodo divenne un prezioso ricordo delle origini della famiglia, un simbolo del legame con il passato, passando da madre in figlia primogenita per secoli.
Accanto al Claddagh Ring, esiste un altro anello, chiamato “Fenian ring” e risalente a circa duecento anni fa, caratterizzato dalla presenza di due mani e due cuori, senza corona. Tale anello rappresenterebbe la battaglia per la Repubblica d’Irlanda, anche se, comunque, il Claddagh Ring tradizionale è sempre rimasto il modello vero e proprio (con la corona a simbolo della lealtà, in ricordo del Regno Irlandese e dell’eredità britannica).

Vi sono moltissime leggende nate attorno al Claddagh Ring.
Una tra le tante, parla di un re innamorato di una giovane contadina, ma da lei non corrisposto. Il povero re non riuscì a sopportare il dolore e si uccise, chiedendo che sulla sua lapide fossero rappresentate due mani intorno a un cuore incoronato come simbolo del suo eterno amore per la contadina.
Due delle spiegazioni più celebri hanno a che fare entrambe, sebbene un secolo le separi, con membri della famiglia Joyce (o Ioyce), originaria di Galway. Alcuni modelli di Claddagh ring tuttora esistenti portano le iniziali “R. I.” oppure “R. J.” e, perciò, sono attribuiti a Richard Joyce/Ioyce.
La più antica leggenda, risalente al XVI secolo, racconta che il primo Claddagh Ring fu uno miracoloso e meritato regalo per Margaret Joyce. Domingo de Rona, un ricco mercante spagnolo i cui affari lo portavano spesso a Galway, incontrò Margaret in una delle sue visite nella cittadina irlandese e se ne innamorò, sposandola di lì a poco. Sfortunatamente, però, la loro felicità fu breve. Subito dopo il matrimonio Domingo morì e Margaret ereditò il suo enorme patrimonio. Nel 1596, la donna si risposò con Oliver Og French, il governatore di Galway. L’uomo non la sposò per la sua grande ricchezza, e ciò è dimostrato dal fatto che lasciò l’uso e l’amministrazione dei suoi beni totalmente nelle mani di lei, che, da parte sua, non sperperò il suo denaro, ma ne donò gran parte alla città per far costruire numerosi ponti. Un giorno un’aquila lasciò cadere sul grembo di Margaret Joyce un anello d’oro, il primo Claddagh Ring. Questo evento non fu ritenuto un evento fortuito, ma un vero e proprio dono divino, ricompensa alla sua generosità. L’anello sarebbe quindi caduto “dall’alto”, nel vero senso della parola.

Molto più realistica un'altra leggenda. Questa ci racconta come, durante la seconda metà del XVII secolo, un abitante di Galway, Richard Joyce, fu catturato dai pirati mentre era in viaggio per le Indie Occidentali. Questi lo vendettero come schiavo a un ricco orafo arabo, che gli insegnò il mestiere e lo fece diventare un eccellente cesellatore. Nel 1689, re William III d’Inghilterra ottenne il rilascio degli inglesi catturati, Joyce compreso. In tutti gli anni trascorsi insieme, l'orafo si era affezionato a Joyce e lo implorò di restare da lui, promettendogli la mano della figlia e metà del suo patrimonio. Richard, tuttavia, non si fece tentare, poiché non vedeva l’ora di tornare nel suo paese natale. Quindi portò con sé le conoscenze acquisite sull’arte orafa e, importantissima cosa, un'idea che gli era venuta in mente durante quegli anni: la creazione del Claddagh Ring. Secondo alcuni, egli creò il primo di questi anelli come simbolo di gratitudine nei confronti del re al quale doveva la sua libertà. Secondo altri, invece, ad una fanciulla di Galway che non aveva mai smesso di amarlo e di essergli fedele, in attesa del rientro del suo unico vero amore: lui le si presentò con il celebre Claddagh Ring d’oro, simbolo del loro amore duraturo (due mani a rappresentare l’amicizia, la corona a significare la loro lealtà e devozione, e il cuore a simboleggiare il loro reciproco amore eterno). I due si sposarono subito e non si separarono mai!

Da dove proviene ogni simbolo che forma il Claddagh Ring?
Per scoprirlo bisogna andare molto indietro nel tempo, all’epoca degli dèi celtici. Dagda, il padre degli dèi, era un essere potente, con la capacità di far splendere il sole; secondo la leggenda la mano destra dell'anello appartiene proprio a lui. Anu (dea conosciuta poi come Danu), era l’antenata e madre universale dei Celti, ed è lei che sembra rappresentare la mano sinistra del Claddagh Ring. La corona rappresenta Beathauile (nome che significa "la vita intera"), che non sembra sia una persona o un dio, ma appare a rappresentare il principio vitale e la vita in sé. Infine il cuore rappresenta i cuori di ogni membro dell’umanità.
Un’altra interpretazione del significato dell’anello è strettamente collegata al trifoglio, uno dei più antichi simboli irlandesi. Questa interpretazione vuole che la corona sia il Padre, la mano sinistra il Figlio e la mano destra lo Spirito Santo, tutti concentrati sul cuore al centro, che simboleggia l’umanità.
Attraverso ogni simbolismo, comunque, un tema ricorre sempre, ovvero che l’anello simboleggia l'amore, la lealtà e l'amicizia ("Love, Loyalty, and Friendship" o, in gaelico, "Gra, Dilseacht agus Cairdeas").





[HomePage]
[Blog] [Guestbook] [Facebook] [Forum] [Stampa] [Torna su]




Esplora il Sito

di _Rici '86_

*Contatti

*Home Page
*Blog
*Facebook
*Guestbook
*Forum
*Collabora
*Utilities & Download
*Links
*Rici86

Visite

dal 26 luglio 2004:

Ti piace il sito? Votalo!

Aggiornato il

Ultimo aggiornamento della pagina:


Versione 3.5
26/10/2011

Credits

*Banner
Personalizzazione di un'immagine di Luca Tarlazzi (i Triskell).
© Trentini SRL
Via P. L. Nervi, 1/B
44011 Argenta (FE) - Italy
Tel.: 0039-0532-318149 - Numero Interno: 151
Fax: 0039-0532-310084
E-mail:
[email protected] e [email protected]
Web:
www.3ntini.com
www.trigallia.com
*Contenuti e grafica:
Ove non espressamente indicato, i contenuti delle pagine sono di Rici86 e collaboratori.

Disclaimer

Per tutto ciò che non è qui sopra riportato, sono indicati gli autori e i legittimi proprietari. Se non fosse così, la mia svista è in buona fede. Vi prego, nel caso di negligenza in tal senso, di contattarmi.
Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons