"Chan fhaca mi aingeal no naomh
ach chuala mi fhuaim na mara 'gus eilean mo chridhe
na theis meadhan"

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Film

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*Braveheart - Cuore Impavido

Nella seconda metà del XIII secolo la Scozia è oppressa dalla tirannia del sovrano inglese, Edoardo I Plantageneto. Dopo la morte del Re di Scozia, senza eredi, la regione cade nell'anarchia ed i nobili locali si azzuffano tra loro per salire sul trono. Il Plantageneto, approfittando della contesa, convoca tutti i pretendenti al trono ad una riunione con lo scopo di decidere il futuro della Scozia. I nobili scozzesi, giunti disarmati su richiesta del Plantageneto, cadono facili vittime della sua trappola e vengono tutti impiccati alle travi dell'edificio scelto per ospitare l'incontro. Malcolm Wallace, un borghese, in attesa di notizie dall'incontro, si reca sul luogo della strage, insospettito dal fatto che nessuno sia ancora tornato dalla riunione. Qui con i due figli John e William scopre il massacro e, la sera stessa, con altri contadini del luogo, organizza un attacco contro gli inglesi alla frontiera. Nello scontro Malcolm e John verranno uccisi. Al funerale, William incontra per la prima volta Murron, che in futuro sarebbe diventata sua moglie; in quell'occasione lei dona a William un cardo, il fiore simbolo della Scozia, che conserverà per il resto della sua vita. La sera del funerale giunge il fratello di Malcolm, Argyle, che prenderà William in affidamento per crescerlo e istruirlo, insegnandogli il latino, il francese e come maneggiare la spada.
Diversi anni dopo, viene nominato il Re di Scozia ma la sua carica durerà poco visto che egli si ammalerà di lebbra, così la contesa ricomincia. William fa ritorno a Lanark, ormai presidiata dagli inglesi che vi hanno costruito un fortino e decide di ricostruire la sua vecchia casa e riprendere il lavoro nella fattoria. Durante una festa di matrimonio rincontra il suo amico d'infanzia Hamish Campbell e, con grosso stupore della giovane, riconosce Murron. Durante i festeggiamenti, però, irrompono dei cavalieri inglesi, e il nobile locale interrompe i festeggiamenti reclamando lo ius primae noctis, portando con sé la neo sposa. William e Murron, che nel frattempo si erano fidanzati, decidono quindi di sposarsi segretamente per evitare che il nobile reclami anche Murron. Un giorno però, un soldato inglese aggredisce Murron, che reagisce alla violenza e, aiutata da William che attira su di se le guardie, si dà alla fuga, ma un soldato la fa cadere da cavallo. Arrestata, gli inglesi la conducono davanti al magistrato e comandante delle guardie locali, il quale ne decide la sorte, come monito per la popolazione, per "aver colpito un soldato di Sua Maestà". Murron viene giustiziata dal comandante in persona. William, scoperto l'accaduto, con pochi combattenti al seguito, tra cui Hamish e il signor Campbell, fa strage del piccolo manipolo di soldati inglesi e ne uccide il comandante, sgozzandolo. Il padre di Hamish, il signor Campbell, vecchio amico del padre, davanti agli altri scozzesi, osanna William, che diventa capo della ribellione del suo clan e dell'intera regione. Così i ribelli vanno dal nobile locale, lo uccidono, fanno ritirare gli inglesi e bruciano il loro accampamento ormai vuoto.
L'incapace Edoardo II, cui è stato affidato il compito di soffocare la rivolta dal padre, impegnato in guerra in Francia, manda l'intera armata del nord presso Stirling (1297). I nobili scozzesi, ormai a conoscenza della vittoriosa ribellione di Wallace, per sfidare ulteriormente l'ira inglese, si presentano sul campo di battaglia con i propri i soldati per negoziare la tregua; ma alla vista dell'imponente esercito inglese, gli scozzesi rompono i ranghi. Proprio in quel momento sopraggiunge Wallace alla testa dei suoi uomini. Qui, fattosi riconoscere definitivamente, William Wallace arringa i soldati con uno dei discorsi più celebri del film. Ripristinata la fiducia negli uomini, William si reca insieme ai nobili al cospetto dei comandanti inglesi; il portavoce del Plantageneto propone, per convincere gli scozzesi alla ritirata, la ricompensa di vari territori, ma Wallace si intromette nella conversazione e propone le sue condizioni: oltre a chiedere scusa alla Scozia per anni di dominio e soprusi, il comandante dovrà "presentarsi dinanzi lo schieramento scozzese e baciarsi le natiche".
Insolente bastardo! Voglio il cuore di Wallace su di un piatto urla il comandante inglese quando gli viene riportato il messaggio. Gli inglesi a quel punto attaccano, mandando in prima linea gli arcieri, che erano senza pari in Europa per la precisione letale dei loro longbow. Gli scozzesi si riparano alla prima salva di frecce, poi, indomiti, mostrano i genitali sollevando il kilt. Mostrano poi il sedere. Arrivata un'altra salva, diversi scozzesi muoiono e, i nobili a cavallo, su indicazione di Wallace, fingono la ritirata. A quel punto gli inglesi lanciano all'attacco la cavalleria, che marcia contro gli scozzesi. Wallace, conoscendo la tattica inglese, aveva fatto preparare dei tronchi appuntiti, che i soldati alzano solo poco prima del sopraggiungere della cavalleria. I cavalieri così si ritrovano impalati addosso alla falange scozzese, e vengono sopraffatti dalla rapida reazione dei fanti avversari.
A quel punto gli inglesi lanciano all'attacco la loro fanteria al completo.
Al termine di una lunga corsa, si scontrano con una violenza tremenda. Gli scozzesi si battono valorosamente, e grazie all'arrivo della cavalleria, che nel frattempo aveva aggirato gli inglesi, vincono lo scontro, mentre William uccide il comandante inglese. Per i suoi meriti sul campo di battaglia, William viene fatto cavaliere, ottiene il titolo di "Lord Protettore di Scozia" ed entra nelle grazie del principale pretendente alla corona del Regno scozzese, il diciassettesimo Robert Bruce, figlio del re malato. William, certo di poter ancora recar danno agli inglesi, decide di invadere la città di York, principale roccaforte nemica da cui sono partite tutte le invasioni alla sua terra, che cade dopo un efficace assedio, nella quale alcuni uomini muoiono bruciati. Nonostante la vittoria, i nobili scozzesi sono ancora dubbiosi sulla possibilità di battere definitivamente gli inglesi.
L'esercito scozzese, guidato ancora da Wallace, sfida sul campo di Falkirk gli inglesi, guidati dal Plantageneto in persona. Nel momento cruciale della battaglia Wallace e i suoi vengono traditi dai nobili scozzesi che erano stati corrotti dall'ex-sovrano scozzese. Abbandonate, le forze scozzesi vengono sconfitte e il signor Campbell rimane gravemente ferito. William, pur ferito, decide di inseguire a cavallo il Plantageneto, che viene difeso dalla sua scorta personale di cui fa parte anche Robert Bruce, anch'egli corrotto. Nel momento in cui potrebbe uccidere il suo connazionale, Bruce si pente del suo orribile tradimento istigatogli dal padre, anche se decide di salvare la vita a William, consegnandolo a Steven l'Irlandese che lo porta in salvo. All'accampamento, Hamish tenta di curare il padre, che purtroppo muore, tra la disperazione del figlio. Wallace, quindi, persegue in seguito una strategia di vendetta, che lo porta ad assassinare i nobili che si sono macchiati di tradimento e seminare paura tra di essi.
Grazie ai preziosi suggerimenti della principessa di Galles, che si è nel frattempo infatuata di lui, Wallace riesce a sfuggire a tutte le imboscate che gli inglesi gli tendono. Ma nel 1305, sebbene sconsigliato dai suoi migliori amici, decide di recarsi a Edimburgo, per una discussione politica sul futuro della sua patria e finisce preda di un'imboscata, progettata dal padre di Robert Bruce. I nobili lo consegnano ad Edoardo I, e a poco valgono le lacrime e la disperazione di Robert Bruce, il quale, avendo intravisto in Wallace un uomo coraggioso e patriottico, tenterà fino all'ultimo di salvargli la vita.
Wallace, considerato un traditore, viene torturato a Londra, dove il morente Edoardo I ne ode i lamenti sul letto di morte. L'ultimo desiderio del sovrano inglese sarebbe sapere Wallace morto prima di morire egli stesso, ma William resiste alla tortura e non cede chiedendo pietà per ottenere una morte rapida. Le sue sofferenze impietosiscono la folla inglese, che poco prima lo aveva deriso e umiliato, tanto che essa si mette a chiedere a gran voce la pietà perché il boia lo faccia morire al più presto. Il capo dei torturatori (colpito anche lui dalla resistenza del condannato) gli sussurra di chiedere pietà: ma ecco che Wallace, dopo alcuni attimi, vincendo il dolore e sdegnando la proposta, grida con tutta la sua forza "Libertà!". Al grido eroico, la folla tace commossa mentre al boia viene dato l'ordine di porre fine alla vita del patriota scozzese. Negli ultimi attimi di vita, prima che l'ascia lo decapiti, Wallace scorge tra la folla il fantasma della sua amata Murron che gli sorride, come a volergli comunicare la gioia di poter ricongiungersi con lui e l'approvazione per le imprese che il suo amato aveva condotto fino all'estremo, per il suo paese e per lei.
Dopo la decapitazione il corpo di Wallace viene fatto a pezzi, e ogni parte viene inviata in un angolo del regno come monito. Ma il Plantageneto non ottiene l'effetto sperato, poiché infatti Robert Bruce, divenuto nel frattempo Re, dopo la morte del padre causata dalla lebbra, si presenta alla testa dell'esercito scozzese, dinanzi all'esercito inglese al completo. Dopo un iniziale timore ed indecisione decide di parlare ai suoi uomini: Vi siete battuti per Wallace! Ora battetevi per me!; alla richiesta del sovrano, Amish estrae la spada di Wallace e la scaglia con tutte le sue forze verso gli inglesi; al suono delle cornamuse, la spada si conficca nel terreno, Hamish incita i compagni invocando l'amico e al grido "Wallace" gli scozzesi partono all'attacco. L'immagine a quel punto sfuma sulla sola spada di Wallace che ondeggia al vento, e il film si conclude con la voce fuori campo di William Wallace:
« Nell'anno del Signore 1314, patrioti scozzesi, affamati e soverchiati nel numero, sfidarono il campo di BannockBurn. Si batterono come poeti guerrieri. Si batterono come Scozzesi. E si guadagnarono la libertà. »

*Brigadoon

Persi sulle montagne di Scozia, due giovani americani trovano un villaggio che un incantesimo fa apparire un giorno ogni cento anni. Una commedia fantastico-sentimentale basata su un copione teatrale di Alan J. Lerner. La storia si svolge tra balli scozzesi e antiche tradizioni, intorno ad una storia d'amore tra l'americano e una dolce ragazza del paese.

*Druids - la rivolta

La storia di uno dei più grandi eroi galli: Vercingetorige.
La sua infanzia è segnata dalla barbara uccisione, ad opera dei romani, di suo padre che non intendeva sottomettere nè se stesso nè i suoi territori a Roma. La crescita spirituale e militare di Vercingetorige è affidata ai druidi sino al momento in cui prende il comando delle truppe galliche delegate da Cesare, il quale stava preparando la conquista dell'Inghilterra. In breve Vercingetorige si accorge che Cesare è mosso solo da interessi personali, decide così di muovere i suoi uomini contro Roma per donare al proprio popolo la libertà. In questo istante si traforma nell'eroe che infiammerà l'intera Gallia contro il potere dei romani, sfidandoli proprio dinanzi alle mura della sua città natale: Gergovia.

*King Arthur

Articolo tratto da Celtica n°32 di luglio-agosto 2004.
Quanti film vedono come protagonista il celeberrimo Re Artù, il sovrano delle leggende di Camelot, del Graal, della Tavola Rotonda, di Avalon, la cui identità storica è ancora incerta? Non è semplice contarli.
Celebre è "Excalibur" del 1981 di John Boorman, e anche questo film promette bene. L'Irlanda, terra di magia e di incantevoli scenari, fa da sfondo alle vicissitudini di Re Artù, che, a quanto si dice, sono calate il più possibile in un attendibile contesto storico. La ricerca storica è, a differenza delle illustri pellicole precedenti, centrale, a discapito sicuramente degli effetti speciali e dei caratteri più epici e magici. Per le scene di battaglia sono state ingaggiate compagnie di re-enactors professionisti, anche italiane, come la Confraternita dell'Arco e della Spada di Acqui Terme (AL) o la Compagnia del Leone di Brescia, che impersoneranno il ruolo dei Sassoni, che si ritiene l'Artù storico abbia sconfitto nel 520 a.c. nella battaglia di Mount Baedan.

*Rob Roy

Curiosità:
La colonna sonora del film è dei Capercaillie. Karen Matheson appare in una scena, cantando "Ailein Duinn" mentre Alan MacDonald viene ucciso da Archibald Cunningham.

Il film tratta di Robert Roy McGregor, un capo clan scozzese; è ambientato nel 1713. All'inizio del film il protagonista ci viene presentato tramite il recupero di alcune mandrie di bestiame rubate al marchese Montrose. Poco dopo inizia il vero e proprio film; Roy decide di chiedere un prestito di 1000 sterline dal marchese per acquistare una mandria, per poi rivenderla per trarne profitto dando come garanzia i propri possedimenti: 300 acri di terra; il marchese riceverà 1/5 di tutti i profitti delle vendite. Il contabile del marchese, Killearn, ordisce un piano con il generali dell'esercito del suo padrone, il cinico e fatuo Archibald Cunningham, e dopo aver ingannato e ucciso un amico di Rob riescono a rubare il denaro.
Rob, che era ritenuto responsabile, si reca dal marchese, il quale gli offre la possibilità di annullare il debito se testimonierà il falso contro il duca di Argyll, ritenuto un giacobita. Robert rifiuta l'offerta per salvare il suo onore e si sottrae all'arresto comandato dal marchese. Per ottenere vendetta Montrose manda il suo esercito comandato da Cunninghamm ai possedimenti dei McGregor; questi riesce persino a violentare la moglie dopo aver fatto razzie del bestiame. Dopodiché brucia la casa. Mary farà giurare al fratello minore di Rob di non dire niente al marito, perché vuole impedire a Cunnigham di riuscire nel suo piano, e cioè recare a Rob un'offesa tale da costringerlo ad uscire allo scoperto per vendicare l'onore della moglie. Betty, una serva messa incinta da Archibald e da lui abbandonata, si reca dalla moglie di Rob e le rivela il complotto. Killearn viene così rapito per firmare una testimonianza scritta del complotto, ma viene gravemente ferito con un'arma da taglio da Mary ed ucciso dal fratello minore. Betty si suicida, impiccandosi disperata, mentre Rob si rifugia sui monti dove però viene braccato. Nel tentativo di salvare lo stolto fratello minore, che gli rivela lo stupro della moglie, viene catturato e portato al cospetto di Montrose. Poco prima di essere impiccato ad un ponte riesce a fuggire quasi strangolando Cunningham, e torna a casa da Mary che nel frattempo aveva ottenuto l'aiuto del duca di Argyll contro il quale Rob aveva rifiutato di testimoniare. Robert Roy McGregor chiede e ottiene un duello con Cunnigham, se vincerà avrà il condono del suo debito. Ferito e debilitato nel combattimento sembra impossibile che Rob possa salvarsi ma inginocchiato davanti a Cunningham afferra la spada del nemico e dopo aver raccolto il suo spadone lo colpisce uccidendolo.

*The Secret of Kells

La storia è ambientata nel IX secolo: Brendan è un ragazzo di dodici anni, che vive nell'abbazia fortificata di Kells, con suo zio Cellach, uomo severo e autoritario che lo educa con grande rigore nell'attesa che un giorno suo nipote possa seguire i suoi stessi passi. Un giorno, Brendan incontra Fratello Aidan, un anziano maestro illuminato che gli mostra la bellezza dell'arte e stimola la sua creatività attraverso le pagine dello straordinario, ma non ancora completo, Libro di Kells. Brendan è determinato a realizzare il suo sogno: completare le ultime pagine del Libro prima che sia troppo tardi. Per farlo però dovrà intraprendere un rischioso viaggio, che lo porterà per la prima volta fuori delle mura dell'abbazia. Brendan scoprirà così le sue più profonde paure.




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